La storia millenaria del vetro di Murano
La vetraria veneziana nel corso delle sue alterne vicende, che l'hanno portata ad essere per secoli l'unica vetraria d'arte d'Europa ed a vantare ancora oggi una posizione insuperata per la maestria dei suoi vetrai, si è espressa in forme tanto diversificate che è difficile indicare con precisione in esse una matrice comune, una continuità stilistica, che pure c'è e si intuisce.
Forse questa continuità consiste nella concezione che il maestro vetraio, e chi collabora con lui, ha del suo ruolo e della materia che si trova a modellare. È una materia particolare, che è difficile assimilare ad altre. Gli antichi stentavano a classificarla e la consideravano "mezzo metallo", accostabile ai metalli per la sua duttilità se fusa al calore del fuoco, analoga alle gemme una volta raffreddata. Oggi le discussioni degli scienziati sullo "stato vetroso" son ben lontane dall'essere esaurientemente concluse.
I vetrai di Murano, ben consapevoli di trattare un materiale particolarissimo, hanno sempre voluto rispettarne la peculiarità. Hanno privilegiato quindi la lavorazione in fornace della materia incandescente e lasciato esiguo spazio alle lavorazioni a freddo, come l'incisione, le quali invece giocano un ruolo di primo piano in altre tradizioni vetrarie.
L'oggetto di vetro deve inoltre, una volta finito, lasciare intuire con la sottigliezza e la delicatezza delle decorazioni le complesse manipolazioni strettamente "vetrarie", alle quali è stato sottoposto, mentre al maestro vetraio è riconosciuto un ruolo di primo piano, in quanto depositano della tradizione tecnologica e perno attorno a cui ruota tutta la vetreria. La storia del vetro dì Murano si svolge parallela alla storia di Venezia, nascendo, sviluppandosi, in singolare sintonia con le vicende politiche ed economiche dello Stato veneziano. continua>

